La bellezza della creazione: esplorare la natura attraverso gli occhi di Dio

INTRODUZIONE
La natura è uno spettacolo mozzafiato, una fonte inesauribile di ispirazione e meraviglia per tutti noi. Ma cosa significa esplorare la natura attraverso gli occhi di Dio? In questo articolo, esploreremo la bellezza della creazione da una prospettiva cristiana, alla luce della Sacra Scrittura, dei Padri della Chiesa e del Magistero della Chiesa.

I. NELLA SACRA SCRITTURA
La bellezza della creazione è un tema centrale nella Bibbia, e l’idea che la natura sia un dono di Dio si trova in molti passaggi biblici.

I.a. Nell’Antico Testamento
Il libro della Genesi, ad esempio, parla dell’atto della creazione come di un atto d’amore di Dio: “All’inizio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta, le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Genesi 1, 1-2). Questo passaggio descrive l’atto creativo di Dio e il modo in cui ha creato il mondo dal nulla.
Inoltre, il salmo 104 è un inno alla bellezza della creazione: “Quanto sono grandi le tue opere, Signore, quanto sono profonde le tue intenzioni! L’uomo non le sa tutte, gli animali della campagna le conoscono, gli uccelli del cielo le scrutano” (Salmo 104, 24-25). Il salmo 104 celebra la bellezza della creazione, descrivendo la terra, il cielo, gli animali e le piante come parte dell’opera creativa di Dio.

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I.b. Nelle parole e negli esempi di Gesù
Gesù, poi, non solo si serve della natura per insegnare agli uomini, ma ne fa anche un elemento centrale della sua predicazione.
Un episodio che illustra questa relazione è la tempesta sedata sul lago di Galilea, narrata nei Vangeli (Mt 8,23-27; Mc 4,35-41; Lc 8,22-25). In questo episodio, Gesù si trova sulla barca con i suoi discepoli e improvvisamente si scatena una violenta tempesta. I discepoli, spaventati, si rivolgono a Gesù che si alza e rimprovera il vento e il mare, dicendo “Taci! Calmati!”. Subito dopo, il vento si placa e il mare diventa calmo. In questo episodio, Gesù dimostra di avere un’autorità sulla natura, come se avesse il potere di dominarla.
Inoltre, Gesù spesso utilizza la natura per comunicare messaggi spirituali ai suoi discepoli. Ad esempio, nella parabola del seminatore (Mt 13,3-9; Mc 4,3-9; Lc 8,5-8), Gesù racconta della semina del seme in quattro tipi di terreno: il terreno lungo la strada, il terreno pietroso, il terreno tra le spine e il terreno buono. La parabola utilizza la natura per spiegare il processo della fede e della conversione, sottolineando come l’accoglienza della parola di Dio dipenda dal cuore dell’uomo, come la qualità del terreno determina il successo della semina.
Infine, Gesù fa frequenti riferimenti alla bellezza della natura e al suo valore intrinseco come creazione di Dio. Nel Vangelo di Matteo, Gesù invita i suoi discepoli a guardare gli uccelli del cielo e i gigli del campo, e a non preoccuparsi del futuro perché il Padre Celeste si prende cura di loro (Mt 6,25-34). In questo modo, Gesù insegna ai suoi discepoli a riconoscere la bellezza e il valore della creazione, invitandoli a confidare nella provvidenza di Dio.

I.c. Nelle opere di San Paolo
San Paolo è uno dei più grandi teologi del cristianesimo e ha lasciato molte riflessioni sulla bellezza della creazione. In particolare, San Paolo fa notare come la bellezza della natura possa aiutare l’uomo a riconoscere la grandezza di Dio.
Nella Lettera ai Romani, San Paolo scrive: “Infatti, da quando è stata creata, la creazione divina si lascia vedere dalla mente attraverso le sue opere, cioè la sua eterna potenza e divinità” (Romani 1, 20). San Paolo afferma che la bellezza della creazione è una testimonianza visibile della potenza e della divinità di Dio, e che attraverso la contemplazione della natura l’uomo può giungere a conoscere Dio.
San Paolo parla anche del ruolo dell’uomo come custode della natura e della responsabilità di preservare la bellezza della creazione. Nella Lettera ai Romani, egli scrive: “La creazione aspetta con impazienza la rivelazione dei figli di Dio, perché anche lei sarà liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio” (Romani 8, 19-21). San Paolo fa notare che l’uomo è chiamato a diventare un figlio di Dio e a prendersi cura della creazione, perché essa stessa aspetta di essere liberata dalla corruzione e di partecipare alla gloria dei figli di Dio.
Infine, San Paolo ci invita a guardare alla creazione come a un dono di Dio e a ringraziarlo per questo dono. Nella Lettera ai Colossesi, egli scrive: “Date grazie a Dio Padre per mezzo di Cristo, il Signore, per tutto” (Colossesi 3, 17). San Paolo ci invita a riconoscere che ogni cosa buona che ci viene dalla creazione è un dono di Dio e a ringraziarlo per questo. La bellezza della creazione è dunque un motivo di gioia e di ringraziamento per i cristiani, che possono contemplare la grandezza e la bontà di Dio attraverso le sue opere.

II. NELLA SPIRITUALITA’ CARMELITANA
Immerso nella vallata di offerta dal Carmelo, circondati dalle cime di quella cordigliera montuosa che si affaccia sul mar Mediterraneo, il primo eremo dei carmelitani era completamente immerso nella natura, tanto che il monte stesso nella Sacra Scrittura è simbolo di bellezza lussureggiante che rallegra il cuore e lo innalza al Creatore. Afferma, infatti, il profeta Isaia:

Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saròn.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio (Is 35,2).

Per questo secoli prima dei carmelitani, il Carmelo, fu dimora per Elia, padre ispiratore dell’Ordine dei Carmelitani e antesignano del monachesimo cristiano.
Quando gli eremiti furono costretti a lasciare quel monte a motivo delle incursioni e delle persecuzioni dei saraceni, ricorderanno con una certa nostalgia la bellezza di quel posto, tanto che il priore generale dei Carmelitani, Nicola Gallico, tra il 1266 e il 1271 scrivendo una lunga e pungente lettera ai confratelli, ricordando la bellezza paesaggistica del Carmelo dirà:

Il firmamento, mirabilmente decorato dal meraviglioso ordine dei pianeti e delle stelle, ci attira e ci invita con la sua bellezza ad ammirare le realtà superiori. Gli uccelli, in certo qual modo dotati di natura angelica, modulano dolcemente i loro canti soavi a nostro diletto. Anche i monti, secondo la profezia di Isaia, stillano per noi una meravigliosa dolcezza e
miele; tutte cose che i vani amanti di questo mondo non gusteranno. I monti che ci stanno attorno, quasi nostri compagni di convento, quando cantiamo i salmi a lode del Creatore, lodano con noi il Signore e riecheggiano la nostra voce, toccano con eleganza i plettri della lingua e modulano armoniosamente i versi nell’aria. Le radici germogliano, le erbe verdeggiano, le fronde e gli alberi ci rallegrano applaudendo secondo il proprio stile; ed anche i fiori meravigliosi che sprigionano una meravigliosa fragranza si sforzano di sorridere a consolazione di noi solitari. Luci mute ci parlano con moniti salutari. Gli arbusti offrono la loro ombra gradita e tutte creature che vediamo e udiamo nella solitudine ci ricreano e ci confortano come compagne: anzi, mentre in silenzio proclamano meraviglie, invitano il nostro spirito a lodare il magnifico Creatore.

Nicola Gallico, Ignea sagitta, cap. 11

I mistici carmelitani sono stati dei grandi amanti della bellezza della creazione, che hanno visto come un dono meraviglioso di Dio. La loro spiritualità, infatti, si basa sulla ricerca dell’unione mistica con Dio, ma non dimentica mai il valore della natura e della creazione. In questo articolo, esploreremo alcune delle più belle citazioni dei mistici carmelitani sulla bellezza della creazione.
Santa Teresa vedeva la bellezza della creazione come un riflesso della bellezza divina. In uno dei suoi scritti, scrive:

Tutto è bello in questa vita: il cielo, le stelle, il sole e la luna, gli uccelli, le piante e gli animali… tutto ciò che Dio ha creato è bellissimo, perché è stato creato da Lui, che è la bellezza stessa.

S. Teresa d’Avila

Santa Teresa vedeva la bellezza della creazione come un richiamo all’infinita bellezza di Dio, che si riflette in ogni cosa creata. La sua spiritualità si basava sulla contemplazione di questa bellezza, che portava l’anima a desiderare l’unione mistica con Dio.
Anche San Giovanni della Croce, il grande mistico carmelitano e autore de “L’Oscura Notte dell’Anima”, vedeva la bellezza della creazione come un riflesso dell’amore di Dio. In uno dei suoi scritti, scrive:

Guarda la bellezza della natura, e vedrai Dio in ogni cosa. Le montagne, i fiumi, i boschi, gli animali… tutto ciò che Dio ha creato è un segno dell’amore infinito che ha per noi.

San Giovanni della Croce

San Giovanni della Croce invitava a contemplare la bellezza della creazione come un modo per avvicinarsi a Dio, per riconoscere la sua presenza in ogni cosa.
Santa Teresa di Lisieux, nota come la “piccola via” della santità, vedeva la bellezza della creazione come un riflesso della bontà di Dio. In uno dei suoi scritti, scrive:

Guarda un fiore, e vedrai la bontà di Dio. Guarda un uccello, e vedrai la bontà di Dio. Tutto ciò che Dio ha creato è buono, perché Lui è buono.

Teresa di Lisieux

Santa Teresa di Lisieux invitava a riconoscere la bontà di Dio nella bellezza della creazione, e a ringraziarlo per questo dono meraviglioso.

III. NEL MAGISTERO DELLA CHIESA
La bellezza della creazione è stata un tema centrale nella riflessione teologica e pastorale del Magistero della Chiesa cattolica. I Papi hanno spesso invitato i fedeli a contemplare la bellezza della natura come un dono di Dio, che ci invita a riconoscere la sua presenza e la sua bontà. In questo articolo, vogliamo approfondire il tema della bellezza della creazione nel Magistero della Chiesa, riportando alcune delle citazioni più significative degli scritti dei Papi.

III.a. Giovanni Paolo II
Papa Giovanni Paolo II ha parlato spesso della bellezza della creazione come un dono di Dio che ci invita a riconoscere la sua presenza nella nostra vita. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1990, egli scrive:

La bellezza della natura ci invita a contemplare il mistero di Dio, che si manifesta attraverso le sue opere. La natura ci parla della sua bontà e della sua sapienza, e ci invita a riconoscere la sua presenza in ogni cosa.

Papa Giovanni Paolo II, Messaggio per la giornata mondiale della pace, 1990

Papa Giovanni Paolo II invita a contemplare la bellezza della creazione come un modo per riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita, e per prendersi cura della sua opera.
In conclusione, la bellezza della creazione è stata un tema centrale nella riflessione del Magistero della Chiesa cattolica.
In un altro passo afferma:

La responsabilità verso l’ambiente, il patrimonio comune di tutta l’umanità, è uno dei pesi dell’etica sociale. La complessità dei problemi ambientali comporta la necessità di una «ecologia integrale», capace di unire la salvaguardia dell’ambiente alla salvaguardia della persona e della società nel suo complesso.

Papa Giovanni Paolo II, Centesimus Annus

III.b. Benedetto XVI
Papa Benedetto XVI, nel suo discorso al mondo della cultura a Ratisbona, ha parlato della bellezza come una via privilegiata per conoscere Dio. Egli sottolinea come la bellezza della creazione sia un segno della bontà e della sapienza divina, che ci invita a contemplare la sua grandezza e a riconoscere la sua presenza in ogni cosa. Ecco una delle sue citazioni:

La bellezza è un’esperienza di pienezza, di armonia e di perfezione che ci invita a guardare oltre la superficie delle cose, per cogliere la loro essenza e la loro verità più profonda. La bellezza della creazione è un riflesso della bellezza divina, che ci invita a contemplare la grandezza e la bontà di Dio.

Papa Benedetto XVI, Discorso

Papa Benedetto XVI invita a contemplare la bellezza della creazione come un modo per riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita, e per approfondire la nostra conoscenza della sua bontà e della sua sapienza.
In un altro momento affermerà:

La creazione è affidata all’umanità come un giardino da coltivare, da custodire, da far fruttificare (cfr Gen 2, 15). È nostra responsabilità tutelare la creazione perché essa possa svolgere il suo ruolo nel disegno di Dio. Ogni creatura ha una sua propria funzione, ogni creatura ha un suo valore intrinseco che deve essere rispettato.

Papa Benedetto XVI, Discorso

III.c. Papa Francesco
Nella sua enciclica Laudato Si’, affronta il tema della bellezza della creazione in modo approfondito. Egli sottolinea come la bellezza della natura ci invita a contemplare il mistero di Dio, che si manifesta attraverso le sue opere. Ecco una delle sue citazioni:

La natura è un libro aperto sulla presenza di Dio, sulla sua sapienza e sulla sua bontà. Ogni cosa in questa vita, anche la più piccola e insignificante, parla di Lui, e ci invita a contemplare la sua bellezza e la sua grandezza.

Papa Francesco, Laudato si’

Papa Francesco invita a riscoprire la bellezza della creazione come un modo per riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita, e per prendersi cura della sua opera.
Inoltre, il Papa Francesco nel suo discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze nel 2015 ha affermato:

La natura, infatti, non è semplicemente un insieme di fenomeni casuali; è una madre che ci ha generati e che ci accoglie nella sua terra e nelle sue creature. Nessuno di noi possiede la terra. Siamo soltanto custodi e benefattori. Ebbene, quando non si rispetta questo «dono», alla fine si fa male alla vita umana stessa. Tra i doveri fondamentali del nostro tempo è quello di rispettare la natura, di proteggere la natura, di non permettere che sia violata dall’incuria e dall’avidità, di far sì che conservi la bellezza che ci commuove e ci inebria, di custodire le risorse per il futuro e per le generazioni future.

Papa Francesco, Discorso

In conclusione, il Magistero della Chiesa ha sempre sottolineato l’importanza di riconoscere la bellezza della creazione e di custodirla, proteggerla e rispettarla come un dono di Dio da tramandare alle future generazioni. La natura non è semplicemente un insieme di fenomeni casuali, ma un insieme di creature che ci fanno comprendere l’amore e la sapienza di Dio, per questo va amata e rispettata.

CONCLUSIONE
Esplorare la natura attraverso gli occhi di Dio significa guardare alla bellezza della creazione come un dono di Dio e come una testimonianza della sua grandezza e della sua bontà. La bellezza della creazione ci invita a contemplare la grandezza di Dio e a prendersi cura del creato con responsabilità e rispetto.
Come cristiani, abbiamo la responsabilità di custodire la bellezza della creazione e di lavorare per preservare la sua integrità. Dobbiamo imparare a guardare alla natura con gli occhi della fede e a vivere la nostra fede in modo che rispetti la bellezza e la dignità del creato.

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Pubblicato da P. Francesco M.

Conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Lateranense col grado accademico di Summa cum Laude, ha ricoperto il ruolo di capo redattore della rivista Vita Carmelitana e responsabile dei contenuti del sito Vitacarmelitana.org. Si è occupato della pastorale giovanile di diverse comunità carmelitane, collaborando anche con la diocesi di Oppido-Mamertina Palmi di cui è stato membro dell'équipe per la pastorale giovanile diocesana e penitenziere. Parroco della parrocchia SS. Crocifisso di Taranto e Superiore del Santuario Maria SS.ma del monte Carmelo di Palmi, si è impegnato per la promozione della formazione del laicato promuovendo incontri di formazione biblica e spirituale. Collabora con l'Archivio Generale dell'Ordine Carmelitano e con il Centro studi Rosa Maria Serio, offrendo supporto per il materiale multimediale. Attualmente è Rettore del Santuario diocesano S. Angelo martire, di Licata (AG)

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